Drammaturgia musicale, interpretazione e attualità del melodramma
5 maggio 2026, ore 15:00 Aula Teatro di Palazzo Tiravanti, viale Mazzini 12, Frosinone Accademia di Belle Arti di Frosinone
Cesare Scarton: L’opera lirica come specchio del nostro tempo Drammaturgia musicale, interpretazione e attualità del melodramma L’opera lirica viene spesso percepita, nel discorso pubblico contemporaneo, come un patrimonio artistico legato al passato, talvolta considerato distante dalla sensibilità della società attuale.
In realtà, il melodramma rappresenta una delle forme teatrali più complesse e vitali della cultura europea, capace di mettere in scena, attraverso l’intreccio di musica, parola e azione scenica, le tensioni profonde dell’esperienza umana. Come osserva Cesare Scarton, è importante comprendere come questo genere di spettacolo non sia “uno stantio e polveroso prodotto di un’altra epoca”, ma possa porsi come un lucido ritratto della nostra società e un fedele specchio dell’animo umano e del nostro tempo — non quello di ieri, ma quello di oggi e di domani.
A partire da questa prospettiva, la lectio magistralis propone una riflessione sulla persistente attualità del melodramma, analizzandone i principali dispositivi drammaturgici e interpretativi e mettendo in evidenza come l’opera continui a parlare al pubblico contemporaneo. Attraverso esempi tratti dal grande repertorio operistico — da Mozart e Rossini fino alla riscoperta del teatro musicale barocco e alle esperienze sceniche più recenti — verranno messi in luce i meccanismi attraverso cui la musica e la parola costruiscono personaggi, conflitti e dinamiche narrative capaci di riflettere le passioni, le contraddizioni e le trasformazioni della società. Particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra testo e musica, nodo centrale della drammaturgia operistica e tema ricorrente nella ricerca artistica e scientifica di Scarton.
In questa prospettiva, la parola cantata e la parola scenica non costituiscono semplicemente un supporto narrativo alla musica, ma diventano strumenti fondamentali di espressione teatrale e di comunicazione emotiva. La lectio affronterà inoltre il tema della riattivazione del repertorio operistico, attraverso pratiche di studio, riscoperta e nuova messa in scena di opere raramente rappresentate o dimenticate, che permettono di restituire al melodramma la sua dimensione dinamica e viva, capace di dialogare con il presente.
Questa riflessione si inserisce nel quadro del progetto Polimnia – Opera per tutti, che intende promuovere una nuova visione dell’opera lirica come spazio di partecipazione culturale, formazione e sviluppo di comunità. In tale prospettiva, il teatro musicale non si configura più come un linguaggio elitario o distante, ma come un patrimonio artistico capace di rinnovarsi continuamente e di coinvolgere nuovi pubblici.
La lectio magistralis si propone dunque di mostrare come il melodramma possa continuare a rappresentare, oggi come ieri, uno specchio lucido delle passioni, dei conflitti e delle trasformazioni della società, riaffermando la sua straordinaria attualità artistica e culturale.
Cesare Scarton è regista, studioso e docente attivo nel campo dell’opera lirica e del teatro musicale. Diplomato in regia lirica presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma e laureato al DAMS di Bologna, ha sviluppato una carriera che coniuga attività artistica, ricerca musicologica e formazione. È direttore artistico della Fondazione Flavio Vespasiano e del Reate Festival, e ha collaborato con importanti istituzioni musicali internazionali, tra cui la Bayerische Staatsoper e il Teatro Real di Madrid, lavorando al fianco di direttori di fama mondiale come Kent Nagano, Kirill Petrenko e Zubin Mehta. Ha inoltre collaborato con etichette discografiche quali Deutsche Grammophon con Anna Netrebko e Antonio Pappano e Sony per produzioni dedicate al repertorio operistico. Studioso di riferimento per il repertorio rossiniano, è membro del Comitato scientifico della Fondazione Rossini di Pesaro, dove dirige collane editoriali e ha partecipato all’Edizione critica accanto a musicologi quali Bruno Cagli, Philip Gossett e Alberto Zedda. Tra le sue pubblicazioni si segnalano studi sul melodramma e sul rapporto tra parola e musica, con particolare attenzione al genere del melologo. Accanto all’attività di ricerca, svolge un’intensa attività didattica: è stato docente presso l’Opera Studio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e ha insegnato Storia dell’opera e Messiscena dello spettacolo musicale all’Università degli Studi dell’Aquila; attualmente è docente presso Fabbrica Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma e presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”, oltre a tenere masterclass internazionali dedicate all’interpretazione e alla drammaturgia musicale. Come regista, ha firmato numerose produzioni di opere del repertorio, spaziando da Mozart, Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini fino a Monteverdi, al Novecento, alla musica contemporanea, con particolare attenzione sia alla riscoperta di titoli rari sia alla valorizzazione del repertorio barocco e classico. Ha curato anche prime esecuzioni assolute e riprese moderne, collaborando con istituzioni quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma e l’Accademia Musicale Chigiana. Le sue regie sono state spesso oggetto di registrazioni discografiche e trasmissioni televisive. La sua attività si distingue per l’integrazione tra ricerca musicologica, pratica scenica e divulgazione, con un costante impegno nella valorizzazione del melodramma come forma teatrale viva e contemporanea. https://www.cesarescarton.it/