Il nostro mondo sta mutando con una velocità senza precedenti e gli umani sono sempre meno attrezzati a scrutare il futuro. Nella veloce mutazione non ci basterà un nuovo redentore per risistemare il pianeta ma miliardi e miliardi d’idee generate da miliardi e miliardi di umani. Dovremo scegliere quotidianamente come ci sposteremo, riscalderemo, ricicleremo i rifiuti, come preverremo i morti da disastri naturali e l'insieme di tutte le nostre scelte sarà il destino del pianeta. Avere delle ide e fare delle scelte diventa sempre più urgente. Perché non adesso?
Ho messo a punto una palestra, un laboratorio, dove poter esercitare la nostra creatività, entrare nel foglio bianco, immergersi, faticare e connettersi con gli altri nel mondo. Servono solo spazio, tempo e alcuni semplici materiali. Questo progetto dovrebbe avere un titolo tipo:Connessione di persone in uno spazio e in un tempo, Trasmissione e condivisione della condizione di possibilità dell'atto creativo, realizzazione di un veicolo che trasporti un’idea nella realtà; ma è spaventoso, quindi faccio senza. Questo il mio seminario, lo propongo con le tecniche* che ho inventato in trenta anni e quelle che ho appreso. Porto con me gli allievi a incontrare l’interruzione del flusso normale della vita per un’attività sospesa come quello di dare forma a un'idea unita ad un'attività manuale. La paura, il coraggio, le capacità, le ambizioni, i sensi, la visione: una piccola ed enorme palestra dove gli umani esercitano la loro umanità. Alla fine, stanchi e felici, vedremo nelle mani qualcosa che non c'era e che continuerà a girare verso gli altri, ad avere altre storie, a guardarci, a mostrarsi e mostrarci. Così come è scritto questo seminario è per un gruppo di 12-20 persone e si presenta a moduli-giornata di esercizio. Si lavora con le mani e si discute di temi attinenti all’attenzione, all’idea, alla postura, alla respirazione, alla memoria, ai linguaggi; si scambiano opinioni, materiali, indicazioni. O si tace e si lavora in pace.
Massimo Catalani
*Tecnica:
Si tratta di una tecnica inventata da me più di venti anni fa ed è incardinata su un impasto di terre, marmi, sabbie, pomici legati con una colla ad acqua. Immaginate un piccolo muratore che applica una piccola malta con una piccola spatola su una tavola di legno. Negli ultimi anni ha fatto ingresso nell'impasto un nuovo ingrediente: un sale luminescente, Al2SrO3, che immagazzina luce del giorno e la restituisce di notte. Così il quadro assume una nuova ed inaspettata vita: quella al buio.