Scenografia 3
Crediti: 12
Dare una definizione di Scenografia?
La Scenografia è spazio: vuoto o pieno, chiuso o aperto, reale e illusorio, buio, illuminato, razionale, folle. E’ lo spazio dell’apparizione. E’ lo spazio in cui nasce e muore l’evento spettacolo, sia questo spazio il teatro, la piazza, una semplice pedana o un capannone. Ovunque l’attore o il ballerino o il cantante o il mimo o la marionetta… ovunque si verifichi l’evento spettacolo, quell’ovunque è la sua SCENOGRAFIA – luce, costume, oggetto -. Scenografia come spazio da vivere, vita come teatro, teatro come illusione. Vita come illusione? Progettare una scenografia impone di non poter prescindere dai due poli del problema. Significa capire che l’evento teatro è vita e sentimenti: dolore, paura, gioia e significa rappresentarli mediati dalla drammaturgia e dalla musica. Perché il TEATRO ha come mezzo espressivo l’UOMO: è l’apparizione in immagini del destino dell’uomo, simbolo e forma insieme. Forma come ritmo, ritmo come movimento di scambio tra spazio e tempo (ma altro tempo e altro spazio). Uno spazio e un tempo che assumono una nuova funzione: si umanizzano in rapporto all’attore, e si DRAMMATIZZANO. Lo spazio scenico diventa perciò sia tempo drammatico – che vive e muore solo nel corso dello spettacolo -, sia movimento – che diventa e vive nel tempo, assumendolo come dimensione del suo esserci -. Movimento determinato dalla luce – presenza dinamica in cui lo spazio è immerso – che cambia perché lo spazio stesso respiri con gli attori. Movimento che nasce dal rapporto interattivo con gli attori che creano spostamenti cromatici spazio-temporali. La Scenografia non deve perciò essere semplicemente didascalica – in quel caso non ci sarebbe apparizione – perché la Scenografia non è solo un commento dell’azione: è lo spettacolo stesso, è il luogo deputato del teatro. Il corso ha come finalità l’acquisizione delle conoscenze teoriche e pratico/tecniche principalmente per la progettazione della scenografia teatrale nell’accezione più ampia del termine tramite laboratorio, lezioni teoriche, seminari, stage, proiezioni visite a teatri e laboratori di costume e scenografia. L’obiettivo del corso è l’acquisizione di capacità grafico/tecniche e soprattutto – attraverso l’analisi del testo e la ricerca storico/iconografica – di una metodologia valida in ogni campo della progettazione scenografica.
Programma del corso
TERZO ANNO
Alla progettazione e alla realizzazione di una Scenografia concorrono tanti ruoli: lo scenografo (colui la che progetta in accordo con il regista), il direttore dell’allestimenti scenico (colui che coordina i vari reparti legati alla scenografia in un teatro), il responsabile del laboratorio di scenografia (colui materialmente prende in carico la costruzione delle scene), lo scenografo realizzatore (quello che materialmente la dipinge), i falegnami costruttori, gli scultori, i fabbri e gli attrezzisti.
A questi ruoli si aggiungono quelli degli altri settori che si occupano di far vivere la scenografia durante lo spettacolo.
Essere scenografi significa conoscere le proprie e le altrui competenze, sapere con chi collaborare ed in funzione di cosa.
Il corso si articola in due moduli. Il primo modulo sarà seguito dalla prof.ssa Notarcola ed il secondo modulo sarà seguito dalla prof.ssa Federici.
Ognuna delle due insegnanti presenterà un tema e una relativa documentazione bibliografica.
Per l'A. A. 2008-2009 i temi prescelti sono:
Modulo 1 : prof.ssa Notarcola
L'HEURE ESPAGNOLE musica di M. Ravel su libretto di F. Nohain
Modulo 2 : prof.ssa Federici
LA FOLLE GIORNATA O IL MATRIMONIO DI FIGARO di P.A. Caron de Beaumarchias
(Einaudi coll. Teatro n. 412)
Per ogni lavoro lo studente dovrà presentare:
- Lettura e analisi del testo
- Composizione di uno Schema Drammaturgico
- Realizzazione di un Piano Lavoro
- Documentazione e ricerca iconografica
- Schizzi preparatori delle scene e dei costumi
- Pianta/e, sezioni (1:50- 1:100 secondo quanto concordato), sviluppo pezzi (1:20, 1:25), capitolato
- Tavola con tutti i costumi in scala 1:10
- Bozzetto/i delle scenografie
- Bozzetti dei costumi scala 1:5
- Plastico in scala 1:25
TESTI DI RIFERIMENTO
Testi indispensabili:
LORI Renato, Scenografia e Scenotecnica per il Teatro, Roma, Gremese, 2007
LORI Renato, Il lavoro dello scenografo, Roma, Gremese P.B.A., 2000
MAZZANTI Stefano, Luce in scena, Bologna, Lo Scarabeo, 1998
MELLO Bruno, Trattato di Scenotecnica, Görlich, 1962
PRAZ Mario, Filosofia dell’Arredamento, TEA, 1993Testi di consultazione:
APPIA Adolph, Attore musica e scena, Feltrinelli, Milano, 1975
BROOK Peter, Il Punto in movimento, Milano, UBULIBRI, 1988
CRAIG Edward Gordon, Il mio Teatro, Milano, Feltrinelli, 1971
NICOLL Allardyce, Lo spazio scenico, Roma, Bulzoni, 1971
D’AMICO Silvio, Storia del Teatro Drammatico, Vol. I, II, III, IV, Bulzoni, 1982
SVOBODA Josef, I Segreti dello Spazio teatrale, Milano, Ubulibri, 1997
Riviste specifiche del settore, es.: “THE SCENOGRAPHER”