Composizione scenografica per il teatro 1
Crediti: 10
Saper disegnare un bel bozzetto non vuole dire essere uno scenografo. Essere scenografo presuppone qualcosa di più. Damiani dice che costruire una scena significa mettersi al servizio di un testo poetico o musicale. La scena non è un ambiente da decorare ma uno spazio da organizzare nel quale «il rapporto tra figura umana e oggetto esige una cura speciale perché dev’essere parte di un’armonia precisa». Saper fare scenografia significa saper progettare, costruire, colorare/non colorare, muovere, illuminare uno spazio in funzione di un testo. Conoscere i materiali e le tecniche indispensabili per realizzare tutto ciò. Sapere, ad esempio, che “quell’elemento scenico”, molto bello esteticamente in un bozzetto bidimensionale, è difficile da illuminare o può creare problemi di visibilità al pubblico e di movimento agli attori. In poche parole lo scenografo è una persona che, sì disegna e progetta, ma lo fa conoscendo il risultato nello spazio reale, nel rapporto con gli attori, con le luci e con i cambi di scena. Quello che spesso manca in Accademia è il riscontro pratico di ciò che si progetta e dipinge. Quello che si vorrebbe dare nel Biennio Specialistico è un approfondimento che permetta un’adeguata formazione artistica tecnico-operativa relativa ai settori della scenografia, degli allestimenti, del costume per lo spettacolo.
Programma del corso
Il biennio ha come obiettivi la conoscenza e l’approfondimento della disciplina relative all’ideazione e alla costruzione di un allestimento scenico.
La pluralità delle esperienze da acquisire viene sviluppata entro un percorso di studio e laboratoriale, in grado di sviluppare le inclinazioni personali e specifiche abilità.
Il primo anno del biennio è orientato all’analisi e alla progettazione dell’allestimento scenico e del costume; nel secondo anno gli studenti sono impegnati nella sua realizzazione, sulla quale devono convergere le diverse discipline teoriche e laboratoriali.
Obiettivi e metodi si conseguono con lezioni, seminari e incontri di studio e attraverso rapporti e collaborazioni con istituzioni culturali e teatrali presenti sul territorio e in ambito nazionale o internazionale, nonché con laboratori di produzione.